[Solira] il fuoco sotto la cenere

f.occhipinti a gmail.com f.occhipinti a gmail.com
Mer 25 Mar 2009 11:04:22 CET


On Fri, Mar 20, 2009 at 01:47:04PM +0100, Mario wrote:
> f.occhipinti a gmail.com ha scritto:
> > L'aspetto tecnicamente interessantissimo, secondo me, anche per la
> > lista, e` la prevalenza del modello hosted, l'avvento del cloud
> > computing; cerco di spiegare in breve le mie idee.
> 
> Ripeto: dov'Ŕ la novitÓ rispetto ad altre soluzioni giÓ viste (gmail,
> IM, youtube, picasa,....)?
> 

E chi ha detto che una cosa deve essere nuova per essere tecnicamente
interessante?

> > In parole povere: il software libero non ci salva dal cloud
> > computing. Prima eri schiavo di un'applicazione sul tuo computer (tipo
> > office), e col software libero ti rendevi autonomo, ti liberavi
> > appunto, diventavi padrone degli strumenti del tuo lavoro.
> > Ora, se l'applicazione che uso (picasa, facebook, youtube, gmail,
> > delicious, sourceforge) e` remota, posso in qualche modo tornare ad essere padrone
> > dei dati che io genero e che mi stanno a cuore (liste di amici,
> > messaggi inviati, preferiti, repository di sorgente)?
> > La risposta e`, in molti casi, semplicemente, no.
> 
> Questi servizi li puoi comunque non utilizzare. Li si utilizza (alcuni
> anche io li uso) quando i benefici sono innegabili.

Alcune cose si possono non utilizzare, altre no. Quando un servizio
sociale cresce oltre certi limiti, partecipare e` una questione di
socialita`, quindi una questione vitale.

Insomma, teniamo presente che non sempre si puo` fare di testa
propria; spesso le direzioni che prende la gran parte delle persone
finiscono per coinvolgerci inevitabilmente.

La differenza e` che mentre usando il numero di telefono o l'email o
il web siamo poi liberi di scegliere il fornitore di servizi che
preferiamo, in un sito sociale come facebook non abbiamo nessuna
"portabilita`" delle risorse che accumuliamo; possiamo difenderci dal
loro lock-in solo sviluppando con le persone piu` importanti canali
paralleli (telefono appunto, contatto personale, etc...); ma in ogni
caso fuori da facebook perderemo comunque qualcosa, mentre fuori da
gmail posso farmi un mio server di posta, volendo. Questo riguarda i
protocolli che poi giustamente menzioni.

> Una fetta della tua libertÓ la perdi ma penso che tra questi servizi
> quello che fa la differenza (e che ti rende un minimo di libertÓ) Ŕ
> l'utilizzo di protocolli standard pubblici per accedere comunque ai tuoi
> dati (LDAP, IMAP, CALDAV,....).

Esatto, questo e` tecnicamente rilevante! Se capiamo questa dimensione
del problema, probabilmente facciamo un passo avanti.  Voglio fare
provocatoriamente una domanda: un servizio web completamente
trasparente relativamente ai protocolli (tipo un gmail che usi sempre
dal client e non ti infastidisce mai con pubblicita`); puo`
sopravvivere senza sovvenzioni pubbliche e senza lucrare vendendo i
dati degli utenti?

> Tornando a FB: io critico la non novitÓ (il web 2.0 Ŕ tra noi da tempo)
> e l'ingiustificato successo. Io non sto parlando dell'aspetto sociale.

Penso che il successo di facebook sia giustificato. Questo somiglia
alla discussione sull'iPhone; smettiamola di considerare i fattori
umani come un'imperfezione della societa`. Questa e` la societa`.

> 
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