[Solira] il fuoco sotto la cenere

Mario mario.tux a gmail.com
Mer 25 Mar 2009 12:45:05 CET


f.occhipinti a gmail.com ha scritto:
>> Ripeto: dov'Ŕ la novitÓ rispetto ad altre soluzioni giÓ viste (gmail,
>> IM, youtube, picasa,....)?
> 
> E chi ha detto che una cosa deve essere nuova per essere tecnicamente
> interessante?

Mmh... non mi hai convinto...

>> Questi servizi li puoi comunque non utilizzare. Li si utilizza (alcuni
>> anche io li uso) quando i benefici sono innegabili.
> 
> Alcune cose si possono non utilizzare, altre no. Quando un servizio
> sociale cresce oltre certi limiti, partecipare e` una questione di
> socialita`, quindi una questione vitale.

Io riesco a sopravvivere tranquillamente senza e non mi sento asociale.
Ma davvero pensi che io stia perdendo qualcosa a non iscrivermi a
facebook?!

> Insomma, teniamo presente che non sempre si puo` fare di testa
> propria; spesso le direzioni che prende la gran parte delle persone
> finiscono per coinvolgerci inevitabilmente.

Penso che sono pochi i casi un cui si Ŕ costretti a fare qualcosa e
questo sicuramente non Ŕ uno di quelli...
Ho ricevuto parecchi inviti a FB... ma riesco a cestinarli come lo spam
senza nessun problema. Se io devo iscrivermi ad un network per vedere le
foto scattate dal mio amico la sera prima ad una festa... questo Ŕ un
problema del network e di scelta del mio amico.

> La differenza e` che mentre usando il numero di telefono o l'email o
> il web siamo poi liberi di scegliere il fornitore di servizi che
> preferiamo, in un sito sociale come facebook non abbiamo nessuna
> "portabilita`" delle risorse che accumuliamo; possiamo difenderci dal
> loro lock-in solo sviluppando con le persone piu` importanti canali
> paralleli (telefono appunto, contatto personale, etc...); 

Guarda che queste sono tutte cose POSITIVE! :) Ti pare niente?!

> ma in ogni
> caso fuori da facebook perderemo comunque qualcosa, mentre fuori da
> gmail posso farmi un mio server di posta, volendo. 

Ma che diamine mi star˛ mai perdendo?! :|

>> Una fetta della tua libertÓ la perdi ma penso che tra questi servizi
>> quello che fa la differenza (e che ti rende un minimo di libertÓ) Ŕ
>> l'utilizzo di protocolli standard pubblici per accedere comunque ai tuoi
>> dati (LDAP, IMAP, CALDAV,....).
> 
> Esatto, questo e` tecnicamente rilevante! Se capiamo questa dimensione
> del problema, probabilmente facciamo un passo avanti.  

Ecco.

> Voglio fare
> provocatoriamente una domanda: un servizio web completamente
> trasparente relativamente ai protocolli (tipo un gmail che usi sempre
> dal client e non ti infastidisce mai con pubblicita`); puo`
> sopravvivere senza sovvenzioni pubbliche e senza lucrare vendendo i
> dati degli utenti?

Probabilmente no.

Mario


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